Cristiano Denanni

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Cristiano Denanni è nato a Torino il 12 dicembre del 1974. Ma gli piace ricordare d’avere sangue misto pugliese/sardo/piemontese nelle vene. Ecco perché la sua prosa, e la sua vita, non sono sempre così lineari e identificabili. Trascorre gli anni prescolastici (ma non solo) a giocare a pallone dalle due alle sette del pomeriggio nel cortile di casa. Pausa cena, e ripresa dei supplementari fino a che d’estate la luce lo permette. E’ diplomato in Istituto Magistrale, ma solo dopo aver cominciato col Liceo Classico e averlo abbandonato al prospettarsi della seconda bocciatura consecutiva. Un ripiego, si dirà. No, una scelta ponderata. E sofferta. Frequenta la Facoltà di Filosofia dell’Università di Torino conseguendo e mantenendo una media più che discreta, per non dire quasi ottima, per circa la metà degli esami previsti dall’ordinamento. Ma da qui a laurearsi… Frequenta poi un corso professionale di 1600 ore di “Progettazione Web”, ottenendone risultati di nuovo eccellenti (e se ne sorprende, non solo lui). Solo che la progettazione web, in Italia, non si sa ancora oggi cosa sia… peccato. Ha svolto diversi lavori: operaio (fra il Classico e il diploma), impiegato generico, addetto alla logistica 18h al giorno per una ditta di trasporti alimentari (ma dura un mese poi getta la spugna…), volantinaggio, commerciale in varie aziende, grafico per una rivista specializzata che ora non c’è più (e non per colpa sua…), progettista web e compilatore dei testi per un progetto dell’UE su di un tema quale quello dell’ “Urban Education Network” (URBANET è il titolo dell’impresa), libraio per diversi anni e in diverse librerie, infine fotografo (se la curiosità vi azzanna i glutei, le sue grandi passioni sono il ritratto e il reportage). Fra i lavori che al momento gli mancano, quello che lo attira maggiormente è il pizzaiolo. A seguire, il maestro. Almeno uno dei due gli capiterà quasi certamente. La vita è generosa. In tutti questi anni ha scritto a intervalli irregolari qualche centinaio di poesie, qualche decina di racconti e, con “Viaggiatori Solitari“, tre scritti narrativi coerenti (si dice in gergo), diciamo pure compiuti. Ama viaggiare, più di tutto. Pari classificate la musica e la scrittura. E poi ama i libri, il vino (rosso) con sospetta moderazione e se possibile in ottima compagnia, e fotografare (dopo qualche bicchiere, comunque, dice di fotografare meglio). E certi film, semplicemente indimenticabili. Si dirà, neppure un cenno alle donne o all’amore? Che cenni biografici sono?! Se lo chiede anche lui, “che biografia è mai la mia?” Non fuma (tranne qualche “Montecristo” gustato all’Havana). Non pratica sport da quando dedicava al pallone tutto il fiato che aveva in corpo, e se ne pente. Ma conoscendolo non lo diresti. Ha in cantiere qualche centinaio di idee e di progetti. Quelli che non realizzerà sono quelli che lo tengono maggiormente impegnato, ma è normale. Non è sposato e non ha figli. I viaggi più belli, dice, sono quelli non terminati. Se vi capita di incontrarlo e sentirglielo dire, lasciatelo fare. Poi sarà contento e lascerà parlare anche voi.

 
 
 


 
 
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